Cambio Protesi: quando farlo

Dal 1962, anno del primo intervento di posizionamento di protesi mammarie a opera dei brillanti medici texani Thomas Cronin e Frank Gerow, sempre più donne hanno deciso di regalarsi un seno nuovo per correggere, talvolta, un difetto fisico oppure, semplicemente, per vedersi più belle e radiose.

L’intervento di mastoplastica additiva ha riscosso un notevole successo tra le donne di tutto il mondo ma forse non tutte ancora sanno che le protesi non sono eterne e che, pertanto, vanno sostituite dopo un certo periodo di tempo.

Ma quand’è che si procede al cambio protesi?

Cambio protesi: è sempre necessario?

Secondo medici ed esperti, le protesi, di qualunque tipo esse siano, non durano in eterno, infatti, possono andare incontro a deformazioni, rotture e usura derivanti dal tempo. Inoltre, gravidanza e allattamento, cali o aumenti repentini di peso incidono sulla stabilità della protesi mammaria.

Fino a qualche tempo si riteneva che la vita della protesi al seno si aggirasse intorno ai 13, 15 anni, con una sorta di intervento correttivo dopo 10 anni dall’impianto. Oggi, invece, grazie a tecniche meno invasive e più sicure, all’impiego di materiali di eccellente qualità, le protesi in gel di silicone o in soluzione salina sono destinate, non certo a essere eterne, ma a durare nel tempo, adattandosi alla figura e assecondando senza troppi sforzi il movimento del corpo.

In tal guisa, un intervento di correzione si rivelerà necessario solo a seguito di rottura della protesi, dopo un’infezione o in caso di contrattura. Una corretta palpazione e un controllo periodico dal medico o dal chirurgo, inoltre, consentono di monitorare lo stato di salute generale delle protesi senza andar incontro a spiacevoli inconvenienti.

Sostituzione della protesi a seguito di una rottura

Come già accennato in precedenza, in alcuni casi, la sostituzione della protesi mammaria è obbligatoria. Ma quali sono i casi in cui procedere a un cambio protesi? L’ipotesi più frequente di sostituzione della protesi mammaria concerne proprio la sua rottura, anche se non è sempre facile rendersi conto tempestivamente di cosa sia accaduto.

Arrossamento, dolore, gonfiore e asimmetria tra le mammelle, però, sono segnali da non sottovalutare: per fugare ogni dubbio, quindi, sarebbe opportuno indagare a fondo attraverso un’ecografia mammaria. Laddove l’esame evidenziasse una rottura, è bene procedere immediatamente alla sostituzione della protesi per evitare che i materiali da cui è costituita possano essere assorbiti dall’organismo.

Un’ipotesi di questo tipo, è bene sottolinearlo, è piuttosto rara, anche se non impossibile: le protesi di nuova generazione, più sicure e sofisticate rispetto al passato, sono ricoperte da uno speciale tipo di tessuto che crea una vera e propria capsula di sicurezza all’interno della protesi stessa.

L’intervento, in anestesia locale, consente al chirurgo di rimuovere quella danneggiata per lasciar posto a quella nuova.

Cambio protesi per ottenere un seno nuovo

Molti possono essere i fattori che spingono le donne a una procedura di cambio protesi, e tra i più frequenti troviamo la voglia di avere un seno nuovo dopo la gravidanza, un periodo prolungato di allattamento oppure a seguito di un’importante variazione di peso.

Questo tipo di intervento, però, presenta qualche difficoltà in più rispetto a quello tradizionale di semplice mastoplastica additiva. Si accede alla tasca mammaria creata dal chirurgo al tempo della prima mastoplastica additiva, si rimuove la protesi ormai obsoleta e deformata, si procede alla revisione dell’intera cavità e solo a questo punto ci sarà spazio per il nuovo impianto della protesi mammaria.

L’intervento avviene con anestesia locale o totale e, per consuetudine, la paziente è trattenuta per la notte a causa dei drenaggi che fuoriescono dalla ferita.

Sostituzione protesi senza nuovo impianto

Benché la prassi, generalmente, preveda l’impianto di un seno nuovo in sostituzione di quello vecchio, alcune pazienti, a seguito dell’operazione, preferiscono non impiantare nuove protesi.

La maggior parte dei medici, però, tende a sconsigliare questo tipo di soluzione per non svuotare completamente il seno, per non renderlo asimmetrico – soprattutto se si interviene solo su un seno e non su entrambi – e per non conferire al fisico un aspetto sgradevole.

In questo caso, però, potrebbe rivelarsi necessario un intervento di rimodellamento e di mastopessi, ideali per rimuovere la pelle in eccesso che si è formata nel corso degli anni.

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