PROFILOSCULTURA: LE LINEE E GLI ANGOLI GEOMETRICI DEL VOLTO

Con il termine profiloscultura si intende una serie di interventi chirurgici atti a migliorare il ritmo strutturale delle linee e delle proporzioni del volto.

Leonardo da Vinci e attualmente tutta la chirurgia plastica estetica del volto, dividono il volto in tre settori identici tra loro:
  • primo piano : dalla attaccatura dei capelli alle sopracciglia
  • secondo piano : dalle sopracciglia alla radice del naso
  • terzo piano : dalla radice del naso alla base del mento
In questo modo le misure cefalometriche ci aiutano ad individuare l’intervento chirurgico giusto per raggiungere l’armonia del volto.

RINOPLASTICA

L’intervento di rinoplastica è il principe della profiloscultura sia perché il naso è il centro del volto, sia perché la sua proiezione patologica è quella che disturba di più il profilo, sia perché è l’intervento ormai in assoluto più frequente nella chirurgia estetica.


È importante lo studio del profilo. Si stabiliscono cosi due requisiti: la sporgenza ideale della punta del naso per la nuova lunghezza di esso e la profondità dell'angolo naso-frontale. Questi due punti sono uniti con una linea immaginaria (Linea di Ricketts): se il dorso nasale sporge oltre questa linea si deve abbassarlo; se non tocca la linea è indicato un innalzamento.

L’armonia facciale è data dall’insieme delle vari parti che costituiscono il viso, tra loro proporzionate e in equilibrio
Leonardo Da Vinci

TECNICA CHIRURGICA

L’intervento viene programmato su fotografie a grandezza naturale di profilo e di fronte. Su queste paziente e chirurgo troveranno insieme il naso più idoneo con una indagine morfometrica (fig. 2) o mediante una simulazione computerizzata (fig.3).

Per quanto riguarda la tecnica chirurgica vi sono due varianti principali dell’intervento: Rinoplastica aperta e Rinoplastica chiusa: Queste 2 tecniche vanno usate a discrezione del chirurgo e a secondo della alterazioni morfodinamiche del naso: (grandezza della punta, esiti post traumatici, presenza di deviazioni del setto, ipertrofia più o meno marcata del gibbo etc.).

Si procede eliminando la gibbosità e sollevando la punta del naso in modo da dare armonia tra le labbra e la punta del naso e tra naso e la fronte. Le labbra e la linea del naso devono formare una “S”.

L’intervento può essere eseguito in anestesia locale o generale, e la dimissione dopo l’operazione può avvenire in giornata, o al limite il giorno successivo.

foto-intrvento-rinoplastica

La tecnica operatoria di base (aperta o chiusa) consiste essenzialmente in quattro tempi chirurgici: correzioni di eventuali deformità del profilo (gibbo), mediante osteotomia frontale, mediana o paramediana e laterale (Fig 6); accorciamento del naso, agendo sulla cartilagine settale e sulle ali del naso (Fig 7); restringimento e rimodellamento della punta, agendo sulle cartilagini alari (Fig 8, 6). A questi va aggiunto il tempo della settoplastica e quello dei turbinati, in caso di disturbi respiratori.

Fig. 6 - La zona tratteggiata segna la parte ossea e cartilaginea da asportare.
rinoplastica
Fig. 7 Innalzamento della punta agendo sulla cartilagine settale.
rinoplastica

Fig. 8 Innalzamento della punta agendo sulle cartilagini alari.
rinoplastica
Fig. 9 Rimodellamento della punta, in un caso particolare di punta bifida.
rinoplastica

Prima e Dopo