L’Otoplastica per correggere le orecchie a sventola

Le orecchie vengono definite a sventola, ad ansa oppure a ventola quando sporgono molto in fuori rispetto al normale, per più di 2 cm rispetto alla testa e con un angolo superiore ai 35°.

Ma da cosa deriva questa conformazione? Tutto dipende dal sovra o sottosviluppo della cartilagine o da lesioni.

In particolare, le orecchie a sventola, che rappresentano un’imperfezione congenita – monolaterale o bilaterale – riferibile a diversi milioni d’individui in tutto il mondo, possono essere vissute da chi le ha come un problema estetico un po’ imbarazzante che favorisce l’insicurezza, infatti, alcuni bambini con le orecchie a sventola diventano oggetto di bullismo, mentre tanti adulti sviluppano comportamenti bizzarri per nascondere le loro orecchie.

Pertanto, l’otoplastica può essere la soluzione ideale per correggerle e ritrovare l’autostima e il benessere emotivo. A tal proposito, che cos’è l’otoplastica? Perché e quando è il caso di ricorrervi?

Che cos’è l’otoplastica per correggere le orecchie a sventola?

L’otoplastica è una tecnica chirurgica idonea a correggere i difetti delle orecchie, in particolare, ritoccandone l’aspetto esteriore, la grandezza e l’attaccamento così da rendere migliore la simmetria del volto e aiutare ogni paziente ad aumentare la stima di sé stesso/a.

Nello specifico, l’otoplastica, che di norma si esegue in modalità day hospital, permette di ricollocare e manipolare le orecchie sporgenti e di modificare le imperfezioni congenite.

Al riguardo, sono esemplificative le orecchie sensibilmente piccole o grandi oppure le orecchie malformate o con i lobi troppo larghi o lunghi. Trattandosi di un intervento da personalizzare secondo la forma e la grandezza delle orecchie, lo stato di salute del paziente e le sue esigenze l’intervento di otoplastica va preceduto da una visita specialistica da effettuarsi presso un medico specialista in chirurgia plastica che indicherà le soluzioni più idonee al caso per ottenere i migliori risultati estetici e funzionali; il consiglio è sempre quello di affidarsi a una clinica specializzata, come per esempio SCEB che si occupa di chirurgia e medicina estetica da oltre 20 anni.

Quando si può ricorrere all’otoplastica per correggere le orecchie a sventola?

L’otoplastica per correggere le orecchie a sventola, che dura all’incirca 2 ore e viene effettuata in anestesia locale negli adulti e in anestesia generale nei bambini, può essere effettuata a partire dai 6 anni di età in poi, in particolare, quando il padiglione auricolare è già sviluppato.

Inoltre, è importante che il paziente sia convinto della propria decisione, anche se si tratta di un intervento chirurgico piuttosto semplice e sicuro per la salute le cui complicazioni avvengono di rado. A tal proposito, per prevenire qualsiasi complicanza, ad esempio le contaminazioni da parte di microrganismi patogeni, i sanguinamenti e gli ematomi, è d’obbligo seguire le indicazioni del medico specialista.

Che cosa occorre sapere sull’otoplastica per correggere le orecchie a sventola?

In merito a quest’intervento bisogna evidenziare che tale tecnica chirurgica può anche essere effettuata in associazione ad altre operazioni di chirurgia estetica quali il lifting facciale e la blefaroplastica delle palpebre. In aggiunta, va sottolineato che si tratta di un’operazione indolore, con delle cicatrici impercettibili essendo nascoste dietro al padiglione auricolare, e il cui bendaggio a turbante va tenuto intorno ai 2 giorni cercando di restare a riposo tenendo sollevata la testa.

A tal riguardo, sarà possibile riprendere a lavorare o ad andare a scuola aspettando per almeno 4 – 6 giorni dall’intervento, mentre per le attività più faticose, ad esempio l’esercizio fisico, oppure per fare la doccia si dovrà attendere all’incirca 2 settimane.

Altre particolari abitudini, per esempio indossare gli occhiali e andare a nuotare al mare o in piscina, potranno essere riprese dopo un mese. Una volta tolta la fasciatura a turbante sarà necessario indossare una fascia contenitiva, sia di giorno sia di notte, per circa una settimana.

Durante il sonno sarà opportuno tenere la fascia per almeno un mese, inoltre, si dovrà rispettare il periodo di recupero post-operatorio cercando di evitare tutte quelle attività che possono provocare traumi e lesioni.

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