Mastoplastica additiva con le nuove protesi mammarie Motiva

Uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti dal mondo femminile è sicuramente la mastoplastica additiva. Per una donna il seno è sicuramente uno dei segni più evidenti della sua femminilità, e per tanti motivi (a seguito di una gravidanza, a un forte dimagrimento, o per l’avanzare dell’età) può subire dei cambiamenti che portano la persona a non sentirsi più a suo agio.

Altre donne, invece, semplicemente non amano il proprio seno e decidono di regalarsene uno che le possa far sentire soddisfatte quando si guardano allo specchio.

Questa operazione, quindi, oltre ad apportare un miglioramento dal punto di vista estetico aiuta le pazienti a ritrovare psicologicamente un equilibrio e una pace con sé stesse. L’operazione di mastoplastica additiva permette di aumentare il volume del seno con l’utilizzo di una protesi in silicone da inserire nella parte posteriore della ghiandola o del muscolo pettorale; al momento le migliori sul mercato sono le protesi Motiva.

L’intervento

Come tutti gli interventi chirurgici anche la mastoplastica additiva richiede una seduta preoperatoria. É necessario che la paziente sia a digiuno (anche acqua) da almeno 6 ore prima dell’intervento ed è fondamentale rimuovere qualunque smalto dalle unghie delle mani e ripulire adeguatamente la zona di cute interessata.

Ma vediamo nel dettaglio in che cosa consiste questa operazione. Per prima si anestetizzare localmente la mammella così da poter procedere all’incisione chirurgica. Quest’ultima ha una lunghezza che può variare dai 4 ai 7 cm e può essere effettuata o nella zona sottomammaria o a livello dell’ascella; una scelta definita dal chirurgo in condivisione con la paziente durante la visita preoperatoria.

Attraverso questa incisione si procederà all’inserimento della protesi che potrà essere di forma diversa a seconda della fisicità della paziente e del risultato finale che si vuole ottenere. Il chirurgo terrà conto di diverse variabili come le dimensioni della mammella, la consistenza della cute e la posizione dell’areola prima di decidere quale protesi sia più adatta.

Ve ne sono di rotonde, anatomiche o ergonomiche: le prime vengono utilizzate quando si vuole ottenere un seno molto voluminoso, le seconde quando si vuole arrivare ad un risultato più naturale mentre le ultime sono una via di mezzo tra i due tipi precedenti.

La protesi viene inserita o nella zona posteriore rispetto alla ghiandola o al muscolo; invece nei casi in cui vi è un rilassamento della ghiandola mammaria viene inserita a metà tra le due zone (tecnica dual plane).

Questa operazione non richiede un ricovero successivo, ma la paziente dovrà avere alcune accortezze: in primo luogo è obbligatorio indossare 24 ore su 24 il reggiseno che verrà fornito dalla clinica, essere molto puntuali con la terapia medica fornita ed evitare di sollecitare i muscoli del petto eseguendo sforzi.

Le nuove protesi Motiva

Al momento nelle cliniche più moderne come SCEB, specializzata in medicina e chirurgia estetica, è stato introdotto un nuovo tipo di protesi: gli impianti Motiva.

Queste protesi sono state progettate e prodotte dall’azienda Establishment Labs® e sono degli impianti in gel di silicone estremamente moderni con marchio CE. Le protesi Motiva sono vendute ormai in più di 70 nazioni e sono state certificate attualmente come le migliori in quanto a sicurezza e performance rispetto ad altri modelli presenti sul mercato; infatti, con una gamma di ben 500 prototipi differenti è possibile per il chirurgo scegliere in modo ancora più adeguato e personalizzato la protesi più adatta per la paziente.

La superfice delle protesi Motiva è una novità nel campo in quanto ha una texture liscia, Smooth Silk®, che permette un inserimento più facilitato con cicatrici molto più piccole rispetto alle precedenti; inoltre, sono prive di particolato e riducono quindi al minimo la possibilità di infiammazione.

Queste protesi in gel di silicone sono estremamente più sicure e confortevoli tanto da essere garantite a vita contro la rottura e l’usura.

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